A Beautiful Day – You Were Never Really Here” è il nuovo film di Lynne Ramsay. In concorso alle 70° edizione del Festival d Cannes ha vinto il Prix per la sceneggatura e per l’ottima recitazione di Jeaquin Phoenix (inoltre è stato anche candidato per la Palma D’Oro).
Nel film viene proposto un ottimo adattamento del racconto di Jonathan Ames: le vicende di Joe, un ex marine impegnato in veste di sicario per salvare Nina, la figlia di un importante membro politico. Durante la narrazione si sviluppano dei vortici di violenza tra Joe e l’organizazzione corrotta adibita alla prostituzione di minorenni.

Alla conferenza stampa tenutasi il 27 aprile nel suntuoso Hotel de Russie, oltre ai produttori e distrubutori, erano presenti anche l’attore Joaquin Phoenix e la regista scozzese Lynne Ramsay. La concentrazione si è subito portata sulla regista, con domande inerenti al lavoro di adattamento svolto dal romanzo al film.
Devo dire che il libro è stato l’inizio di tutto, ma rispetto al libro ho cambiato moltissime cose. Ho cambiato l’ultimo atto, ho cambiato il rapporto tra Joe e la madre, la scena del lago. Il libro è stato più una fonte d’ispirazione e dopo l’isprazione la sceneggiatura si è evoluta man mano. Si è evoluta sopratutto dopo aver scelto il direttore della fotografia, momento in cui Joaquin ha iniziato la sua evoluzione nel personaggio. La scena di Psycho invece non era nel romanzo, non so precisamente come si sia evoluta. L’ispirazione è comparsa un pò mentre parlavo con mia madre, le piacciono molto i thriller e i gialli, ed essendo un pò sorda tende ad aumentare il volume al massimo“.
E una volta chiedendole cosa volesse guardare ha risposto: “..Psycho“.
Dopo aver risposto a qualche domanda, l’attenzione si è spostata su Joaquin analizzando a fondo il lavoro d’interpretazione con il personaggio di Joe: “non so esattamente perchè, come si è sviluppato, sono partito dalla scenggiatura e grazie a Lynne siamo riusciti a sbucare fuori dal labirinto con lunghe chiaccherate, ecco che compariva un’idea che aveva a che fare col personaggio. Mi sono impegnato molto per questo film, ho letto trattati di psicologia, esperienze di abuso, altre letture di psicologia relative all’infanzia; e ho capito che tutto ciò ha una ripercussione sul modo di ragionare. Questo è servito per costruire il personaggio. Mi sono reso conto che dopo aver capito quello che aveva subito, il cervello di Joe non ragionava, non prendeva delle decisioni. È questo quello che sente sempre nella testa, quelle continue rindondanze“.

Nel film viene utilizzata la musica composta da Jonny Greenwood, il chitarrista solista del famoso gruppo dei RadioheadLynne a riguardo: “ho scritto la sceneggiatura in Grecia dove non ci sono automobili, nel silenzio quasi totale. Quando scrivo mi piace molto dare indicazioni, citare canzoni. Senza dare delle indicazioni tecniche, più che altro trasmettendo quello che sento; “sembra quasi il suono dell’inferno”. Ci sono delle parti inserite all’interno del film che vengono accentuate, è stato un lavoro molto interessante. La musica è quasi un personaggio all’interno del film, la musica ti porta sempre con sé. La collaborazione con l’autore delle musiche è una cosa fatta in completa economia, è un film a low budget. Io gli davo un pezzo di girato, anche 5 o 10 minuti, e lui sopra ci scriveva delle musiche. Le musiche sono state una specie di dono che ci è stato fatto“.
Avviandosi alla conclusione, Joaquin risponde: “il processo decisionale che seguo non è basato sui soldi, ma sopratutto dalle persone coinvolte. Quello che mi interessa è il materiale, la sostanza e chi ci lavora, i veri cineasti. Mi è piaciuto moltissimo lavorare in questo film“.
Dal settore distributivo, Lucy De Crescenzo dell’Europictures racconta di come il processo di scelta del film si sia evoluto, dicendo che aveva scelto il film ancor prima che vincesse i premi a Cannes. Il film è stato distribuito in 100 copie e concorre con “Loro 1” e “Avengers: Infinity War“, nonostante questo abbia riscontrato un elevato indice di gradimento da parte del pubblico.