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Certe volte succede. Degli amici condividono passioni, vivono esperienze insieme, discutono,  si mettono d’accordo, finché un bel giorno non succede: “ehi, perché non apriamo un blog?“.
Così è cominciata per noi. Ragazzi, amici, dai 20 ai 30 anni che vedono film, giocano a videogiochi, ascoltano musica e ne parlano tra di loro e con gli altri. Sono sempre i primi a sapere le ultime novità, hanno una loro opinione (spesso differente e contrastante) e ci tengono a farla sapere al mondo. Quindi la cosa viene da se: “ehi, perché non apriamo un blog?”. Dopotutto, in un mondo connesso come quello di oggi, va da sé che diventa il metodo più facile per dire la propria. Non importa se si abita in quartieri differenti, in città differenti o in situazioni differenti. E’ un progetto, e lo si fa insieme, perché ormai ogni distanza il km è relativa. E non importa se si parla a quel nostro amico che ci abita difronte, a quello che abbiamo conosciuto a Londra, a quelli che abbiamo lasciato sparsi per tutta l’Italia o a un lettore curioso che passa di qui quasi per caso. Diventa ugualmente un modo per tenerci in contatto, per parlare come se fossimo di fronte ad una birra appena usciti dall’anteprima di un film. Diventa un modo per creare legami o rinforzare quelli che già esistono. Quindi è normale che quando qualcuno dice “ehi, perché non apriamo un blog?” la risposta sia un sonoro “si!“.