Peter Hedges ha dietro di sé numerosi successi che lo hanno confermato un talento del racconto cinematografico: come sceneggiatore ha contribuito alla scrittura di film intramontabili come “Buon Compleanno, Mr Grape” (1993) di Lasse Hallstrom e “About a Boy” (2002) con Hugh Grant e un giovanissimo Nicholas Hoult, che gli ha fatto guadagnare una nomination agli Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale; come regista (e sceneggiatore) il suo esordio “Schegge di April” (2003) è stato un trionfo di critica che ha ottenuto una nomination all’Oscar per la Miglior Attrice Non Protagonista alla poliedrica Patricia Clarkson. Dopo una coppia di commedie tiepidamente accolte da pubblico e critica, Peter Hedges torna dietro la macchina da presa con il sostegno del talentuoso figlio Lucas (nominato all’Oscar per “Manchester by The Sea” di Kenneth Lonergan) e della superstar Julia Roberts in “Ben is Back“, storia di disfunzioni familiari (tanto care al regista) e sulle conseguenze dell’affetto presentato nel corso dell’ultima Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città e vincitore del Premio della Giuria.

E’ la Vigilia di Natale. Ben (Lucas Hedges) è un tossicodipendente in riabilitazione che decide di tornare a casa per passare le feste in famiglia. La madre Holly (Julia Roberts) non potrebbe essere più contenta di vederlo, pur non nascondendo timori sugli effetti del ritorno del figlio in famiglia, mentre la figlia Ivy (Kathryn Newton) e il patrigno Neal (Courtney B. Vance) sono particolarmente sospettosi del ritorno di Ben, considerando le precedenti bugie e ricadute del ragazzo. Quando nelle successive 24 ore, il passato di Ben bussa alla porta di casa, il giovane farà di tutto per porre rimedio ai suoi errori e dimostrare alla famiglia e a sé stesso di essere cambiato per davvero, aiutato da Holly che cercherà dal canto suo di proteggere il figlio dalle tentazioni che aleggiano a ogni angolo ed evitare che la famiglia vada nuovamente in frantumi.

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Le intenzioni di “Ben is Back” sono ottime e lodevoli: raccontare il calvario della disintossicazione, gli effetti disastrosi della tossicodipendenza e l’impotenza di chi vorrebbe (ma non può) salvare i propri cari dal demone della droga. Va poi considerato che gli attori protagonisti (Hedges e Roberts) sono particolarmente generosi nei propri ruoli, ma, mentre nel caso del primo la rappresentazione di un ex-tossico in cerca di redenzione dagli errori del passato è pulita e funzionale, Julia Roberts verte (forse per eccesso di zelo) a strabordare nel ritratto di una madre forte (anche troppo) e pronta a tutto per proteggere la propria famiglia dai mali del mondo, risultando a tratti eccessiva e poco credibile. Ciò che sorprende in negativo è, però, la sceneggiatura di Peter Hedges (che più di una volta ha dimostrato il suo estro come sceneggiatore), la quale espone con un certo qualunquismo le situazioni del film, con dialoghi assurdi e terribilmente didascalici i rapporti tra i personaggi e con una certa superficialità (a tratti persino pericolosa) l’orrore della dipendenza e la complicità delle case farmaceutiche.

Voto: 72/100

Pierfranco nasce a Chiavari, il 1 aprile 1994, da Vittorio Allegri (giornalista) e Elisabetta Dallorso (insegnante). Si diploma al Liceo Classico Federico Delpino di Chiavari, dove si avvicina alla scrittura e alla recitazione. L’anno successivo si iscrive alla facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Genova, coltivando nel frattempo la passione per cinema e scrittura. Perde presto interesse per l’università e decide di seguire la passione per il cinema, iscrivendosi alla Scuola Holden di Torino per seguire i corsi di cinematografia del college di Filmaking, dove si diploma nel 2015. Dopo una breve esperienza da attore e a Torino, al momento studia alla Sapienza di Roma, continuando comunque una produzione di sceneggiature e cortometraggi in qualità di attore.