Voto
4.0

“Sono onorato di essere stato scelto come ambasciatore di pace contro i cambiamenti climatici. Ce la metterò tuta per approfondire ogni aspetto di questo argomento, per capire la gravità del fenomeno, nonché le possibili soluzioni.”                                                                                                         Leonardo DiCaprio

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Before the Flood, in italiano “Punto di non ritorno” – anche se la traduzione non è propriamente letterale – è un documentario diretto da Fisher Stevens riguardo il dramma del cambiamento climatico. Leonardo DiCaprio, protagonista e ambasciatore di pace contro i cambiamenti climatici dell’ONU percorre un viaggio lungo tutto il globo, incontrando svariate personalità e discutendo con le categorie più colpite le cause e gli effetti del riscaldamento globale.

Il Documentario è andato in onda il 30 Ottobre in Italia, il giorno precedente rispetto agli Stati Uniti, dove era già stato distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 21 Ottobre 2016.  Leonardo di Caprio usa la sua immagine (senza inganno, lo ammette lui stesso) per tentare di tenere incollati agli schermi diverse categorie di spettatori, anche quelle meno interessate all’argomento.

La questione centrale del problema non è altro che i danni causati dall’eccessivo utilizzo di combustibili fossili: petrolio, carbone e gas naturali, i quali sin dall’inizio del ventunesimo secolo sono stati estratti sempre con più forza ed utilizzati con sempre minor criterio.  Uno di numerosi esempi è l’estrazione di Petrolio dalle sabbie bituminose, dal quale si ricava un tipo di petrolio “low cost”, una delle sostanze più inquinanti del mondo.

INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem. For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. © 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc. All rights reserved.

La principale causa del cambiamento climatico è il costante e continuo processo di industrializzazione e di produzione di massa, che spinge ad aumentare di giorno in giorno la produzione di combustibili per le esigenze dell’essere umano. Lo scioglimento delle calotte polari, l’aumento del livello del mare e lo stravolgimento dei fenomeni meteorologici sono solo alcune delle conseguenze della modernizzazione.

Leonardo DiCaprio accompagna lo spettatore in un viaggio tanto meraviglioso quanto spaventoso, partendo dall’arcipelago artico canadese, dove tra quarant’anni i ghiacci saranno talmente sciolti che si potrà navigare, passando per la foresta pluviale di Sumatra, dove l’espansione della coltivazione di olio di palma ha comportato la distruzione dell’80% della stessa, arrivando all’atollo corallino di Abaiang, dove a causa dell’inquinamento marittimo la barriera corallina si è trasformata in una distesa di alghe bruciate.

Le meraviglie della natura vengono ampiamente compensate da un’irritante giocoforza politico, in cui emerge la volontà di alcune categorie e lobby di boicottare le informazioni sul riscaldamento climatico per favorire gli interessi delle grandi industrie petrolifere.  In Italia difficilmente potremmo incontrare opinioni discordanti sull’argomento, eppure nonostante il 97% della comunità scientifica sia consapevole della responsabilità dell’uomo circa la diminuzione delle foreste, lo scioglimento delle calotte polari e il cambiamento dei fenomeni climatici, pare che negli Stati Uniti sia in piedi una vera e propria guerra mediatica e di disinformazione volta a confondere l’opinione pubblica. Non a caso alcuni dei personaggi fondamentali parte del documentario sono Barack Obama, John Kerry, Bill Clinton, Papa Francesco e il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon – tutti politici, c’è poco da fare – .

Il documentario è davvero d’impatto e la figura di Leonardo DiCaprio, sempre sulla scena, aiuta lo spettatore ad immedesimarsi nel ruolo del protagonista che, come noi, risulta essere estraneo alle specificità di alcuni argomenti, ma che ci accompagna in questo pessimistico viaggio con interesse e dedizione.

Assolutamente consigliato per chi vuole approfondire l’argomento.

Analista Geopolitico. Appassionata di War Movies, Cartoni Disney vecchia data e Americanate vere e proprie. Se Topolino comparisse in Apocalypse Now sarei una donna felice.