Il 23 ottobre 2016 la AT&T ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisto di Time Warner (TWX) per 88 miliardi di dollari. La AT&T pagherà 107,5 dollari per azione TW, 53,75 in cash e 53,75 in azioni AT&T, il che significa che gli azionisti TWX riceveranno tra le 1,3 e le 1,47 azioni AT&T a seconda del prezzo del titolo alla chiusura dell’accordo. L’Amministratore Delegato uscente di TimeWarner Jeff Bewkes rimarrà a capo dell’azienda nel periodo di transizione.

Per chi non lo sapesse, Time Warner è il conglomerato media che possiede la Warner Bros (con DC Comics), HBO e la Turner Broadcasting (CNN, Cartoon Network).

Ciò che ha stupito molti è la natura dell’acquirente. La AT&T è infatti un colosso della telefonia e di internet, con operazioni sull’intero continente americano. Nel 2015, l’azienda ha finalizzato l’acquisizione di DirectTV, una delle principali piattaforme via satellite degli Stati Uniti.

In realtà non è la prima volta che una società di telecomunicazioni acquista una major dell’audiovisivo. Nel 2011 infatti, la Comcast comprò la NbcUniversal creando il vero primo polo di integrazione verticale tra produttori di contenuti e piattaforme digitali di distribuzione.

Ciò che sorprende maggiormente è la fine della Time Warner come società indipendente. In realtà il conglomerato fu tra i primi a capire le potenzialità di un integrazione tra internet e media tradizionali, quando molti ancora non capivano cosa stesse accadendo. La moderna Time Warner nasce infatti nel 2000 quando AOL (America On Line) acquistò la Time Warner Entertainment per 168 miliardi di dollari creando così la AOL Time Warner. La visione era la stessa dell’attuale accordo, portare i contenuti TWX in milioni di case tramite la rete internet. Tuttavia, l’attuale CEO di Time Warner ha definito l’acquisto “il più grande errore nella storia aziendale americana”: In effetti, a ben vedere, è stato davvero così.

All’inizio del 2000 scoppiò la bolla di Internet, emerse lo scandalo Enron, molte aziende del settore fallirono o vennero ridimensionate, e quello che sembrava un affare d’oro scoppiò. Le divergenze tra dirigenti si fecero pesanti, soprattutto tra i favorevoli a continuare sulla linea originaria di integrazione tra i vari business e gli Anti-AOL. Vinsero i secondi: nel 2003 l’azienda tornò al nome di TimeWarner mentre la Warner Music veniva ceduta a terzi.

La AOL venne scorporata nel 2009 seguita a breve da TimeWarner Cable, divisione che pur aveva un minimo potenziale strategico. La TWX si è cosi trasformata in un azienda produttrice di contenuti, pronta a vendersi al momento giusto. Nel 2014 la 21st Century Fox offrì 85$ per azione ma non era l’azienda adatta.

Cosa accadrà dopo l’approvazione? E’ probabile che Peter Chernin, ex Direttore Operativo della vecchia News Corporation, assumerà il ruolo di Amministratore Delegato. In realtà, è stato lo stesso Chernin, durante una cena, a suggerire a Randall Stephenson, AD di AT&T, di indagare sulla fattibilità dell’operazione.  E’ certo che l’azienda potrà sfruttare il tremendo potenziale dato dalla combinazione dei due business. Come ha dichiarato Stephenson, “il futuro del mobile è il video mentre il futuro del video è il mobile”. I contenuti prodotti da TWX potranno essere distribuiti direttamente da AT&T attraverso le loro piattaforme.

E’ probabile che HBO Now, il servizio streaming del canale via cavo verrà potenziato. E’ quindi probabile che nel giro di qualche mese il servizio si aggiungerà ai potenziali veri competitor di Netflix e Amazon Prime. Per quanto riguarda le altre divisioni non dovrebbero esserci cambiamenti sostanziali. La WB e la Turner continueranno a fare quello che fanno adesso senza particolari sconvolgimenti.

Tuttavia, l’accordo arriva in un momento molto complicato per l’economia americana e mondiale. Le elezioni presidenziali sono alle porte e gli accordi di libero scambio (ultimo esempio il CETA) vengono mal visti dall’opinione pubblica. Tuttavia, visto che l’accordo Comcast – NBCUniversal del 2011 è stato approvato, non dovrebbero esserci ostacoli sul percorso di approvazione da parte del Dipartimento di Giustizia americano.

Inoltre, a causa delle recenti acquisizioni, AT&T è già pesantemente indebitata e che dovrà assumere anche il debito della TWX. Come se non bastasse, l’azienda non ha in cassa la liquidità necessaria per l’operazione e ha aperto una linea di credito di 25 miliardi con Merrill Lynch e una da 15 miliardi con Bank of America per supportare l’acquisto. Si stima che, a operazione conclusa, il debito totale dell’azienda arriverà a 175 miliardi di dollari. La AT&T quindi diventerà la azienda con il debito più alto al mondo, escludendo le banche.

Vista la mole dell’operazione, le società si aspettano di concludere l’affare per la fine del 2017.

Appassionato di Disney, Marvel, film, fumetti, serie TV e chi ne ha più ne metta. Ex studente del King's College London e LUISS.