Fantascienza, arti marziali e un pizzico di noir: questa è la formula dietro Altered Carbon, l’ultima serie tv sfornata da Netflix, ispirata dagli omonimi romanzi di Richard Morgan.

L’idea di partenza è altrettanto originale quanto la formula: in un mondo futuro, la coscienza delle persone può essere contenuta in dei dischetti che possono essere installati in diversi corpi. Di conseguenza, i corpi sono adesso oggetti, di cui un essere umano può acquistare, vendere o perdere la proprietà. 

Nonostante tutte queste ottime premesse, Altered Carbon sembra perdere il suo fascino dopo le prime puntate. La recitazione mediocre di alcuni attori e la trama (che si perde in una serie sterminata di brevi scene romantiche che mancano di significato nel contesto generale) non sono all’altezza dell’ottima caratterizzazione di alcuni personaggi secondari – primo fra tutti Poe, un’Intelligenza Artificiale – e l’eccezionale comparto visivo offerto. 

Inoltre, l’aspetto fantascientifico della storia sembra essere a malapena rilevante già dopo pochi episodi. Nonostante il fatto che il protagonista sembra essere tanto abituato quanto lo spettatore alla vicenda inizialmente, ci si trova davanti a persone che cambiano corpo ad ogni scena in men che non si dica. Sembra che in Altered Carbon non vi sia spazio per riflettere sul ricco mondo creato dalla fantasia di Morgan, perché ci si deve concentrare sulle scene d’azione e quelle romantiche, alternate a tante (troppe) battute sarcastiche. Il mistero che sta alla base dell’intreccio narrativo si rivela a poco a poco e fa pensare che il tutto si sarebbe potuto svolgere nel corso di sette puntate invece di dieci, nonostante le scene d’azione siano ben girate e il comparto tecnico in generale svolga il proprio lavoro ottimamente.

Il ritmo cadenzato e l’impostazione noir ricordano da vicino Blade Runner, e i fan del classico del genere sicuramente apprezzeranno. Tuttavia la somiglianza è puramente superficiale: se Blade Runner si interroga su dilemmi profondi, strettamente legati alla tecnologia e quindi al contesto fantascientifico del film, in Altered Carbon l’elemento fantascientifico è più un pretesto per sfoggiare combattimenti di arti marziali adrenalinici e una fotografia da mozzare il fiato. Inoltre l’elemento noir spesso sfocia nel “cop-movie” a marchio USA e l’intera serie tv assume l’aspetto di un film d’azione inserito in un ambiente futuristico.

Non c’è dubbio che molti apprezzeranno Altered Carbon proprio per gli elementi qui elencati come difetti; il mix di idee è originale e creativo, e questo lo rende un prodotto appetibile al grande pubblico. Gli appassionati di fantascienza che pensavano che questa serie potesse avere qualcosa in più da dire nel genere tuttavia potrebbero rimanere delusi.