Alice Kinney (Reese Witherspoon) è la figlia di un noto regista di commedie impegnate, che alla soglia dei 40 anni si separa dal marito produttore cinematografico (Charlie Sheen), e torna con le due figlie a Los Angeles da New York per reimpostare la sua vita: una storia semplice a cui si aggiunge la presenza di tre giovani promesse di Hollywood (Pico Alexander, Jon Rudnitsky e Nat Wolff) in cerca di un contratto (e di un tetto), una relazione amorosa che uno di questi avrà con Alice, e la minestra riscaldata è servita.

Nonostante la forte componente autobiografica, il film di Hallie Meyer-Shyer risulta una banale sovrapposizione di cliché che neanche si sforza di assomigliare vagamente a un film di genere. L’opera prima della figlia di Nancy Meyers e Charlie Shyer, fra i migliori registi in circolazione di commedie romantiche (come What Women Want), annaspa e si aggrappa disperatamente a tutti i topoi del genere che hanno fatto la fortuna di mamma e papà, risultando però più simile a una sit-com di basso budget che a un film vero e proprio. Reese Witherspoon, dopo l’Oscar per Walk the Line, continua a offrire prestazioni scialbe e incolori, insinuando il dubbio che la statuetta vinta nel 2006 sia stata solo frutto di una fortunata coincidenza. Il trio maschile è a dir poco imbarazzante (fatta eccezione per il bravo, ma spaesato, Jon Rudnitsky), a cui si deve aggiungere un’interpretazione svogliata di Michael Sheen, elementi che fanno scivolare il film in un baratro senza fine, che non viene salvato neanche dalle poche scene comiche salvabili di questo polpettone melenso e amatoriale.

40 sono i nuovi 20 sarà in sala dal 12 ottobre, distribuito da Eagle Pictures.

Voto: 20/100